Restauro Tessili Antichi

Dal 1984

La nascita del laboratorio di restauro tessili antichi s’inserisce nella storia della nostra Abbazia Benedettina “Mater Ecclesiæ” nei suoi primi anni di fondazione e nel desiderio di vivere integralmente il carisma di San Benedetto, dove preghiera e lavoro si fondono quali trame e ordito di uno stesso prezioso tessuto.

Nel Maggio del 1984, su consiglio della Provincia e della Curia Vescovile di Novara è nato il Laboratorio di Restauro Tessili Antichi, grazie soprattutto alla preziosa disponibilità, in via del tutto eccezionale, dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

Infatti, nel corso formativo, svolto tra le mura della clausura, un’equipe di specialisti della Scuola Fiorentina ha offerto al primo nucleo di monache operatrici alcune lezioni di carattere metodologico e pratico, affinché, unendo tutte le forze, si potesse dare subito inizio all’attività, impegnativa ma affascinante, del restauro conservativo sui tessili antichi.

Lungo gli anni, poi, la formazione è continuata, approfondendosi nel campo dello studio, della ricerca, e nel confronto con restauratori del medesimo settore e non, storici dell’arte, Soprintendenti, direttori di musei, collezionisti e tutti coloro che coltivano la passione per l’arte tessile, antica e nuova.

Ad oggi...

Il Laboratorio è abilitato all’esercizio della professione di Restauratore di beni culturali nella categoria “tessili” secondo il decreto legislativo del 22 gennaio 2004.
Ad oggi si possono contare più di 1500 lavori di restauro svolti su opere tessili di varie tipologie ed entità. Parrocchie, Basiliche e Cattedrali, Confraternite, Musei, Società di Mutuo Soccorso e Comuni sono i principali committenti.

Intervenendo sempre su opere d’arte, è costante il contatto e la collaborazione con la Soprintendenza per la tutela del Patrimonio Storico ed Artistico.

Di non minor rilievo sono le richieste di interventi conservativi da parte di privati, che, generalmente, consegnano alla nostra cura oggetti di carattere storico-familiare oppure affettivo.

La cura dell'opera

L’intervento di restauro non mira solamente a ripristinare una situazione generale di compromissione dell’opera. Desidera rivalutare l’importanza del bene nel suo insieme, con uno sguardo olistico alla sua storia, alla sua funzione e ai materiali che lo compongono. Per questo scopo sono necessarie le fasi di studio dell’opera, e l’ausilio di una strumentazione adatta che sappia intervenire nel rispetto delle caratteristiche del manufatto.

Pertanto il laboratorio utilizza una strumentazione specifica per ogni fase:

Per lo studio dell’opera

microscopio digitale wi-fi 20/200x luce bianca/UV; ingranditori ottici; tavolo luminoso; lentini contafili.

Per la pulitura:

aspiratore studiato per la Conservazione dei Beni Culturali a regolazione elettronica della potenza di aspirazione mediante areostato, correlato di ugelli adatti alle varie esigenze, dal micro al macro; pHmetro; demineralizzatore; solventi, detergenti e battericidi adatti a tessili antichi; vasca predisposta per lavaggi; gomma vulcanica e strumenti chirurgici per la pulitura dell’oro (con un controllo costante mediante strumenti ingranditori); generatore di azoto Nitrex 240 per la disinfestazione dei tessili in camera anossica; possibilità di utilizzare anche la strumentazione Laser.

Per le tinture:

Macchina per campionatura e lavatrice predisposta con 100 programmi. Per le tinture vengono utilizzati colori di sintesi del tipo acido e/o pre-metallizzati per le fibre proteiche, diretti per le fibre cellulosiche. L’archivio conta più di 5000 ricette.

Per il consolidamento ad ago:

tessuti di supporto coerenti all’originale per fattura, resi tali anche per cromia mediante le tinture ad hoc in laboratorio; filati adatti allo stato di conservazione dell’opera, sia serici (organzino a due capi) sia di cotone o poliestere; utilizzo di consolidamenti mediante adesivi sintetici per situazioni fortemente compromesse, in cui non è possibile intervenire ad ago; velatura con velo di Lione, crepeline, maline serica o tulle di poliestere 20 den nelle varie cromie.

Le fasi del restauro

ACCOGLIENZA

Il manufatto da restaurare viene accolto in laboratorio e per esso viene realizzato il progetto di restauro. Se è un bene storico tutelato, il Laboratorio sottopone all’ufficio di Soprintendenza territoriale tale progetto, prendendo anche contatti con la Curia Diocesana.

STUDIO TECNICO DELL’OPERA

Lo studio dell’opera, preliminare all’intervento, si articola a livello grafico, storico-artistico e merceologico per arrivare all’elaborazione della Scheda Tecnica e alla definizione dello stato di conservazione del manufatto, documentato mediante micro e macro fotografie digitali. Elaborazione del progetto di restauro con la declinazione delle varie fasi di intervento. Ogni opera viene studiata da un punti di vista tecnico a riguardo

PULITURA

La detersione dell’opera segue distinte e precise fasi. Prima di tutto viene effettuata la depolverizzazione, utile alla rimozione dello strato di sporco particellare di superficie, mediante aspiratore studiato per la Conservazione dei Beni Culturali a regolazione elettronica della potenza di aspirazione mediante areostato, correlato di ugelli adatti alle varie esigenze, dal micro al macro. Quando è necessario viene svolta anche la disinfestazione in camera anossica mediante generatore di azoto Nitrex 240. Possibile è anche l’utilizzo di strumentazione Laser per la pulitura del tessuto in casi di estrema fragilità (quando il tessuto è facile alla polverizzazione) o di elementi metallici dorati con elevata ossidazione. Essa permette di rimuovere sporco e ossidazione per spallazione o dissolvenza senza il contatto diretto con l’opera, mantenendo un alto controllo da parte dell’operatrice. Si affianca l’utilizzo di strumenti ingranditori per monitorare a livello macroscopico la reazione del manufatto all’intervento. Infine avviene la detersione ad umido con l’utilizzo di detergenti neutri e battericidi, per tamponamento o immersione in vasche predisposte per i lavaggi dei tessili, con controllo dell’acqua mediante pHmetro, e/o smacchiatura con solventi idonei. Il Laboratorio è solito utilizzare prodotti precedentemente testati e acqua deionizzata, con il controllo fase per fase attraverso strumenti ingranditori (ottici e/o digitali). Se necessario l’opera viene poi scorporata con puntuale documentazione grafica e fotografica della confezione originale.

TINTURE

Nel Laboratorio vengono eseguite le tinture dei supporti totali o parziali per il consolidamento ad ago, e dei filati serici o di cotone utilizzati nelle varie fasi del restauro, creando così sfumature ad hoc per l’intervento da effettuare. Una macchina per il campionamento di tinture provvede ad avvicinarsi il più fedelmente possibile al colore del tessile originale dell’opera. Le tinture vengono poi svolte in pentola per tessuti di piccole dimensioni, o in una lavatrice professionale sulla quale sono stati studiati 100 programmi adatti per tingere mediante colori sintetici.

CONSOLIDAMENTO

I degradi vengono poi consolidati ad ago mediante sottili filati serici, di cotone o di poliestere e supporti in tessuti coerenti, tinti appositamente in laboratorio. L’intervento viene svolto posizionando i manufatti su un tavolo rigido, eseguendo le fermature con aghi chirurgici ricurvi; oppure su “telai a tavolette”, che permettono di creare un vuoto nella zona da restaurare. Velatura se necessario con crepeline o tulle serico o sintetico 20 den. La fase ad ago, la più lunga e impegnativa, permette di ordinare trame e orditi scomposti, bloccare l’avanzamento del degrado, occludere lacune e ridonare stabilità al manufatto. Segue il ri-assemblaggio delle parti di cui è stato effettuato lo scorporo, seguendo fedelmente le indicazioni raccolte in fase iniziale, per svolgere la medesima confezione originale. A lavori ultimati segue il collaudo, che varia a seconda della tipologia dell’opera: sospensione di stendardi per 24h, o posizionamento su manichini per pianete, piviali, abiti o manti.

DOCUMENTAZIONE FINALE

Al termine delle fasi di restauro viene elaborata una Relazione di Restauro, che sintetizza le operazioni svolte. Raccolta e comparazione della documentazione fotografica, effettuata prima, durante e dopo il restauro. Segue il sopralluogo della Soprintendenza che ha diretto i lavori.

PREPARAZIONE

L’opera viene così preparata per la partenza considerando l’ubicazione del Laboratorio in mezzo al lago! Preparazione, quindi, ove possibile, di scatole e contenitori adatti, unitamente ad indicazioni e consigli pratici per la buona conservazione.

Contatti

Laboratorio Restauro Tessili Antichi

Abbazia Benedettina “Mater Ecclesiæ”
Isola san Giulio 
28016 Orta (NO)
Tel. 0322 911931
restauroisola@gmail.com
benedettineisola@pec.it

Orario del laboratorio

dal lunedì al venerdì: 9.30-12.15 | 15.00 – 16.45
sabato: 9.30 – 12.15
Su appuntamento