Il cammino di oblazione

L’oblazione benedettina

L’oblato benedettino secolare è un cristiano, uomo o donna, sposato o no, che là dove si trova, vive con intensità gli impegni della vita cristiana, cioè del suo Battesimo, lasciandosi condurre dal Vangelo.

Frequentando il monastero, egli impara sempre più a:

* pregare e lavorare (Ora et labora) con entusiasmo, a gloria di Dio e per il bene dei fratelli

* amare la Parola di Dio, letta, ascoltata, meditata e messa in pratica nella vita quotidiana

* partecipare con intensità alle celebrazioni (celebrando nella misura che gli è possibile la Liturgia delle Ore, sia in monastero che nella propria parrocchia)

* accostarsi spesso e con gratitudine ai Sacramenti (soprattutto Confessione, Eucaristia)

* vivere con fede e tanto amore ogni situazione, sia in famiglia come nell’ambito del lavoro e delle relazioni umane, assumendole in spirito di mitezza, servizio, umiltà, sobrietà, riconciliazione, gioia, pace

* vivere in comunione con la comunità monastica, alla quale si lega spiritualmente mediante l’oblazione, tenendosi costantemente unito con la preghiera, la partecipazione – per quanto è possibile a ciascuno – a momenti significativi della vita della propria famiglia monastica (celebrazioni liturgiche, feste, giornate di formazione e di spiritualità, professioni, oblazioni e altre ricorrenze particolari) e condividendone, secondo le proprie possibilità, il bene e le necessità materiali e spirituali, in spirito di disponibilità, collaborazione, reciproco servizio.

Che cos’è l’oblazione benedettina

L’oblazione è l’offerta della propria vita a Dio, in risposta al suo amore di Padre tenerissimo che ci precede, ci accompagna, ci aspetta sempre. Questa scelta nasce e matura dall’incontro personale con una precisa comunità monastica benedettina (che diventa per l’oblato/a la sua famiglia spirituale), guidato e sostenuto da un abate/abbadessa, che, come padre/madre spirituale, lo aiuta a crescere nella fede). Con l’oblazione, il singolo è unito stabilmente a quella particolare comunità benedettina che lo accoglie, e, per suo tramite, alla grande famiglia dell’intero Ordine benedettino.

Tappe del cammino per diventare oblati benedettini secolari

Chi chiede di farsi oblato, dopo il preliminare discernimento e l’accettazione da parte dell’abate/abbadessa del monastero a cui intende legarsi, è ammesso a sperimentare la spiritualità benedettina intraprendendo il cammino di preparazione, con un piccolo rito di accoglienza, inserito in una celebrazione comunitaria della comunità monastica. Tornando poi periodicamente al monastero, l’aspirante oblato condivide la preghiera comunitaria (Liturgia delle Ore) e coltiva la preghiera personale (lectio divina), confermandosi nel suo proposito attraverso colloqui con la Madre Abbadessa, gli incontri formativi personalizzati e comunitari, volti ad approfondire la conoscenza della spiritualità benedettina e della Regola di San Benedetto così come è attuata in quella particolare realtà monastica alla quale egli intende legarsi, coltivando altresì lo spirito di fraternità con gli altri oblati e ospiti che in monastero non mancano mai. Il cammino di preparazione culmina nel rito di oblazione, inserito in una celebrazione eucaristica e riconosciuto dalla Chiesa.

Lineamenti essenziali della vita spirituale dell’oblato benedettino

Tre sono le caratteristiche fondamentali della vita spirituale delineati da san Benedetto nella Regola e valide per i monaci come per gli oblati: L’ascolto della Parola di Dio che conduce, attraverso la preghiera, alla conversione dei costumi mediante l’obbedienza libera e liberante, la riconciliazione e la disponibilità al servizio reciproco gratuito e gratificante. La Preghiera personale (lectio divina) e comunitaria (Liturgia delle Ore, Eucaristia) che, giorno per giorno, plasma la sua vita quotidiana e gli permette di vivere alla presenza di Dio e di crescere sempre di più nella comunione fraterna. Il lavoro e la vita sociale, nei più diversi ambiti nei quali l’oblato si trova a vivere la sua esperienza quotidiana, in spirito di sobrietà, di famiglia, di partecipazione alle realtà ecclesiali, promuovendo la dimensione contemplativa della vita cristiana da lui gustata personalmente.