L’icona dell’Annunciazione

L’icona dell’Annunciazione

Marzo 25, 2021 |

Questa icona presenta l’evento dell’Annunciazione nel suo aspetto teologico più che narrativo. Questo carattere è sottolineato particolarmente dal fondo d’oro, luogo del mistero e della luce di Dio. È il fondo d’oro che trasporta la scena dal mondo terrestre nella gloria di Dio. L’arcangelo si avvicina da sinistra ed esprime il messaggio con un gesto di benedizione (cf Lc 1,26-38).

Le sue vesti sembrano leggere, aeree, conformemente alla sua natura incorporea. Lo sguardo dei suoi grandi occhi e il gesto della sua mano, ritenuto e rispettoso, sono diretti verso Maria. L’essere spirituale si rivolge alla creatura terrestre con molta umiltà, perché sa che la giovane diverrà il tempio dell’Altissimo, di cui lui è il servitore. E sa anche che da lei, dalla sua risposta, dipende la sorte di tutta l’umanità. «L’arcangelo Gabriele, inviato dal cielo per trasmettere alla Vergine il lieto annuncio del concepimento… pensava tra di sé meravigliato del portento: “Come è possibile? Colui che è inaccessibile nelle alte sfere, come sarà partorito dalla Vergine? Colui che ha per trono il cielo e per sgabello dei piedi la terra, sarà contenuto nel grembo di una donna? Colui che gli angeli dalle sei ali e dagli innumerevoli occhi non possono contemplare, si è degnato, con una sola parla, incarnarsi in una creatura! È il Verbo di Dio che è presente!”»

Una duplice verità – il Dio salvatore e l’uomo salvato – è celebrata in questa festa

La Vergine, seduta in trono ad indicare la sua nobiltà interiore, rivolge il volto a chi contempla l’icona in un atteggiamento pieno di grazia. Il suo viso esprime e trasmette l’emozione e la gioia di quel momento. Pur ascoltandolo, ella continua a filare la porpora per il velo del Tempio.1 Indossa un manto (maforion) di colore rosso intenso, contrastante con il verde scuro della veste.
In alto, a sinistra, dell’emisfero celeste, raffigurato con una serie di cerchi concentrici e raggi che si dirigono verso la Vergine, discende il Figlio, il Verbo Eterno, Dio da Dio, Luce da Luce.
Questa celebrazione dell’incarnazione tende innanzitutto a proclamare la divina misericordia verso l’uomo: l’umiliazione volontaria del Verbo di Dio, il quale, per amore, viene a raggiungerci nella carne. Questa festa celebra così anche l’umanità che accoglie il dono di Dio: questa umanità santa è rappresentata da Maria che, nella sorpresa, nella sottomissione e nella fede, entra nel mistero della salvezza.
Per riprendere la formula di Nicola Cabasilas: «L’incarnazione non fu soltanto l’opera di Dio, ma anche l’opera della volontà e della fede della Vergine. Senza il consenso della Purissima, senza il concorso della sua fede, questo piano sarebbe stato irrealizzabile, come lo sarebbe stato senza l’intervento delle tre Persone divine stesse».
Una duplice verità – il Dio salvatore e l’uomo salvato – è celebrata in questa festa, che diventa così anche la nostra propria festa. Questa è la lezione che ci è data, con una gioia trattenuta, nel tropario dell’Annunciazione: «Oggi è l’inizio della nostra salvezza, è la manifestazione dell’eterno mistero: il Figlio di dio diviene Figlio della Vergine e Gabriele annuncia la grazia. Con lui gridiamo dunque alla Madre di Dio: “Salve, o Piena di grazia, il Signore è con te!”».

Le iscrizioni

Una icona dipinta deve avere inscritto il nome di ciò che rappresenta; solo così acquista compiutamente il suo carattere sacro, la sua dimensione spirituale. Dobbiamo tenere presente l’importanza del “nome” nell’Antico Testamento: non è solo segno distintivo o titolo, ma comunicazione alla sostanza dell’originale. Con l’iscrizione l’icona è legata al suo prototipo. di cui è stata fatta la rappresentazione.
Le lettere in alto, a destra e a sinistra dell’aureola della Vergine MP OY significano: «MADRE DI DIO». Quelle vicino all’angelo: «GABRIELE ARCANGELO».

I colori

L’icona è dipinta secondo l’antica tecnica della tempera all’uovo. i colori, sotto forma di polveri di origine minerale ed organica, vengono uniti con una emulsione a base di tuorlo d’uovo.
I vari colori hanno un significato.
• il rosso e il porpora sono simbolo del divino;
• il verde e il blu dell’umano. La Madonna infatti ha una veste verde – è di natura umana – e il manto rosso, che indica la divinità di cui è stata rivestita;
• l’oro è la luce pura, divina. Vedi sfondo.
L’icona non è una riproduzione naturalistica, ma una rappresentazione – in senso forte – della realtà spirituale. Perciò la carnagione dei volti ha una tonalità dorata, a significare la trasfigurazione dell’uomo; anche gli occhi sono talvolta ingranditi, con lo sguardo fisso sull’aldilà, mentre la fronte larga e alta accentua la predominanza del pensiero contemplativo.1

Conclusione

Questa icona è stata dipinta da monache, cioè da persone che, per la grazia di Dio, hanno consacrato la loro vita alla preghiera, alla lode, al silenzio, vivendo nella clausura.
Chi prega davanti a questa immagine potrà sentirsi ricordato e sostenuto dalla preghiera della Comunità monastica.

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