Martedì Santo

Martedì Santo

Marzo 26, 2024 |

Gesù aveva ardentemente desiderato di trovarsi con i suoi discepoli a consumare la Pasqua.

Ora che tutti sono radunati, Egli si mostra assai turbato e arriva a dichiarare: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà» (v.21). È il momento in cui anche a noi viene rivelato il mistero di iniquità che può abitare il nostro cuore. È sempre in agguato la terribile possibilità di tradire il Maestro che crediamo di seguire con amore appassionato. Tali sono gli abissi del cuore umano. Come dice il salmo: «Un baratro è l’uomo e il suo cuore un abisso» (Sal 63,7).

La tentazione da parte dei discepoli, di ciascuno di noi, è però quella di rimbalzare sugli altri la possibilità del tradimento e di guardarsi reciprocamente con sospetto, invece di ammettere la propria debolezza.

Nessuno come il Maestro conosce i nostri cuori. Con infinita tenerezza offre a Giuda il boccone da lui intinto, segno di onore e di riguardo. Ma ancora una volta scopriamo che l’Amore non è amato, non è compreso. Eppure questo non toglie nulla al suo prodigarsi per noi con straordinaria delicatezza. Solo Lui sa amare fino alla fine, senza calcoli, senza esitazioni. Arriverà addirittura sulla croce a chiedere per noi il perdono del Padre scusandoci come stolti e insipienti che neppure sanno quello che fanno (cfr. Lc 23,34).

Perfino Pietro che si credeva pronto a dare la vita per Gesù, dovrà riconoscere la propria miseria quando Lo rinnegherà tre volte. Dopo la resurrezione, però, ormai purificato dal pentimento, seguirà fino alla fine il Maestro che, per primo, ha dato la vita per lui. Infatti, a coloro che chiama a seguirlo più da vicino, il Signore non chiede di essere umanamente perfetti, quanto piuttosto, domanda come a Pietro: «Mi ami tu?» (cfr. Gv 21,16).

Sostiamo dunque in silenziosa preghiera, chini sul petto di Gesù (cfr. v.25), per ricevere da Lui la fedeltà nell’amore, la forza di ricominciare ogni giorno a seguirlo e di perdonarci gli uni gli altri, nella consapevolezza che la sua smisurata misericordia può trasformare il nostro cuore di pietra in un cuore capace di tenerezza verso Dio e i fratelli in umanità.

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