«Eccomi, sono la serva del Signore»

«Eccomi, sono la serva del Signore»

Marzo 25, 2021 |

L’eccomi più pronto e gioioso fu quello pronunziato da Maria, quando l’angelo le annunziò la sua divina maternità. Maria credette e, fondata unicamente sulla fede, pronunziò il suo sì per la più meravigliosa avventura di grazia.

«Eccomi, sono l’ancella di Dio,
in me si compia la tua Parola».
Tu sei la terra obbediente, Maria,
la creazione che ama e adora…
Così la Chiesa ogni giorno ripeta
queste parole dell’umile serva,
e tornerà tutto come all’origine,
quando Iddio camminava nell’Eden.

– David Maria Turoldo

Si legge nella Sacra Scrittura che quando Dio creò il cielo e la terra e chiamò all’esistenza le miriadi di stelle, queste risposero «Eccoci» e brillarono di gioia per Colui che le aveva create (cf. Bar 3,35). Questo è molto bello. Potremmo però dire che l’eccomi più pronto e gioioso fu quello pronunziato da Maria, quando l’angelo le annunziò la sua divina maternità.

«Entrando da lei, disse: “Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te… Hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù» (Lc 1,28-31).

Non essendo intaccata dalla colpa originale, in Maria non ci fu mai alcuna resistenza alla volontà del Signore. Ci fu invece il sacro timore, l’umile consapevolezza di sé, che la spinse a domandare: Come è possibile? «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?» (Lc 1,34).
L’angelo le diede la sorprendente risposta, ossia, che, custodendo intatta la sua verginità, avrebbe avuto il dono della divina maternità per opera dello Spirito Santo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra» (Lc 1,35), concludendo il suo annunzio con la dichiarazione: «Nulla è impossibile a Dio» (Lc 1,37). Maria credette e, fondata unicamente sulla fede, pronunziò il suo sì per la più meravigliosa avventura di grazia.
Il suo «eccomi» costituì, si può dire, una nuova creazione, aprì le porte del cielo all’ingresso di Dio nella storia.
Da quell’«eccomi» iniziale seguirono tanti altri «eccomi» della sua totale disponibilità ad accettare e a compiere ogni altra volontà di Dio che avrebbe coinvolto la sua esistenza fino ad espropriarla totalmente di sé e a metterla tutta al servizio della Chiesa e dell’umanità.

«Eccomi»

«Eccomi» di umile amore fu il suo viaggio ad Ain Karim per visitare l’anziana parente Elisabetta subito dopo l’annunzio dell’angelo (cfr Lc 1,39-45): fu un’uscita dalla sua casa, per recarsi là dove c’era bisogno di una presenza femminile, discreta e servizievole.

«Eccomi» di materna attenzione fu anche la sua presenza alle nozze di Cana (cfr Gv 2,1-11), quando si fece premura di ottenere dal Figlio il miracolo, perché non venisse a mancare il vino della gioia alla mensa dei convitati. E fu questo «il primo segno». Allo stesso modo in chissà quante altre circostanze, che il Vangelo non riporta, intervenne in favore della gente povera e bisognosa, lei che era Madre attenta e compassionevole.

«Eccomi» di costante ascolto della Parola fu tutta la sua vita: un ascolto che la rese veramente Madre nello spirito, come lasciò intendere Gesù stesso, quando alla donna che tra la folla una donna aveva esclamato: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!» (Lc 11,27), aveva risposto: «Beati piuttosto – rispose –coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!» (v. 28). A chi più che a Maria si addice questa beatitudine?

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