La grazia della maternità

La grazia della maternità

Dicembre 25, 2021 |

Vogliamo che questo Bambino, venuto alla luce, cresca fino alla sua piena statura? Vogliamo che questo Bambino sia la vita della nostra vita? Vogliamo accogliere il dono e farne la nostra gioia, la nostra speranza, il nostro nuovo inizio?

da M. Anna Maria Cànopi osb

Felice giorno, felice ora, felice tempo! Dio è con noi.
Fino ad ora Dio era sopra di noi, ma oggi è l’Emmanuele.
Oggi Dio è con noi nella nostra natura, con noi nella sua grazia. Con noi nella nostra povertà, con noi nella sua benignità.
 Con noi nella nostra miseria, con noi nella sua misericordia. Con noi nella carità, con noi nella pietà,
 con noi nell’affezione, con noi nella compassione…
 Non abbiamo potuto ascendere in cielo per essere con Dio, allora Dio è disceso dal cielo
 per essere l’Emmanuele, il Dio-con-noi. (Ælredo di Rievaulx)

Lo stupore del Natale

Lo stupore del Natale è il discendere di Dio verso la nostra povertà, anzi, il suo entrare nella nostra povertà, assumendola, rivestendosene.

La bella colletta del giorno di Natale racchiude, nella sua sobria compiutezza, tutto il mistero dell’Incarnazione, contemplato dalla parte di Dio e dalla parte dell’uomo, visto dall’eternità e accolto nel tempo, espressione di pura grazia e chiamata ad una inaudita rinascita: germoglio primaverile nel cuore dell’inverno:

«O Dio, che in modo mirabile ci hai creati a tua immagine e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti,
 fa’ che possiamo condividere
la vita divina del tuo Figlio
che oggi ha voluto assumere la nostra natura umana».

Di fronte a questo inconcepibile dono che scende a noi dall’alto, comprendiamo bene perché sia nata la consuetudine di scambiarsi gli auguri, di offrirsi dei doni a Natale: è una bella consuetudine, se intesa e vissuta nel senso giusto, nel suo significato religioso, sacro.

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